Da "LaRepubblicaFirenze.it"
Tolgono l´insulina alla figlia diabetica, sedicenne va in coma e muore. Era in cura al Meyer, ma dal primo maggio aveva interrotto la cura. Una "esperta" aveva prescritto vitamine: "È solo un´infezione del pancreas". Il Meyer segnala il caso alla Procura.
La famiglia: "Spiegheremo tutto"
Nella saletta di fronte alla rianimazione del Meyer i genitori e la nonna materna attendono sgomenti che il loro amore, la luce della loro vita, li lasci per sempre. Sedici anni e mezzo, un tesoro, la loro unica figlia, studentessa in un istituto superiore fiorentino. Qualche mese fa le avevano diagnosticato il diabete. Era in cura al centro del Meyer. Stava bene. Ma i genitori vogliono sempre il meglio per i figli - si sente mormorare fra quei volti desolati - e qualche volta in questo modo si finisce per far loro molto male. Ora il padre e la madre, occhi chiari smarriti, preferiscono non spiegare. «Dopo lo faremo ed è bene che venga aperta un´inchiesta», si limita a dire il padre. Così la vicenda si può ricostruire, per ora, solo in base a ciò che è stato riferito all´ospedale.
La loro figlia avrebbe potuto avere una vita normale assumendo regolarmente insulina. Ma loro inseguivano un miraggio di totale liberazione e di totale guarigione. E un medico o sedicente tale, un omeopata o sedicente tale, li aveva abbagliati. Il diabete - aveva spiegato - è una infezione del pancreas, l´insulina non serve, anzi rende l´organo più pigro, mentre le vitamine B ed E, essendo antiossidanti, possono rimetterlo in funzione. Erano andati a trovarlo, anzi a trovarla, perché si tratta di una donna con studi a Udine e a Milano, e la loro figlia aveva avuto un lungo colloquio con lei. Si erano spostati tutti insieme in camper per raggiungere questa specialista che dava loro una grande speranza. Lei non ha rilasciato alcuna prescrizione, si è fatta pagare in contanti. Li ha convinti. Dal primo maggio è stata sospesa l´insulina, sostituita da una altissima somministrazione di vitamine, non prevista da alcun protocollo ufficiale. E poiché la ragazzina ha cominciato presto a stare male, la specialista ha fatto coraggio al padre e alla madre allarmati: va bene così, vuol dire che il pancreas sta rispondendo bene, non mollate.
Questo hanno riferito, sconvolti, i genitori, quando alle 18,15 di lunedì la loro bambina è arrivata al pronto soccorso del Meyer in condizioni disperate. Era in coma, è stata subito ricoverata in rianimazione e i medici si sono resi conto che era gravissima. La glicemia era a 450, gli organi vitali erano stati attaccati. Ha resistito poco più di un giorno, senza mai risvegliarsi dal coma. E´ morta ieri sera alle 20,15.
Prima ancora del decesso della adolescente, la direzione dell´ospedale pediatrico aveva inviato una denuncia alla procura della Repubblica. Il magistrato d´urgenza Alessandro Crini ha incaricato la squadra mobile di compiere accertamenti. I medici del centro antidiabete del Meyer sono distrutti. La responsabile, dottoressa Sonia Toni, spiega che il diabete è una malattia cronica ma se correttamente curata permette una vita perfettamente normale. «Noi cerchiamo di togliere il termine malattia», spiega. Perché i genitori non li hanno avvisati per tempo? Il padre non se la sente ancora di rispondere a questa domanda. I medici sono chiari: avremmo spiegato che l´insulina è un farmaco salvavita, che sospenderla sarebbe stato una pazzia.
«E´ un fatto di assoluta drammaticità, siamo tutti sconvolti», spiega il direttore generale del Meyer Claudio Morello: «Se la vicenda è andata come ci è stata raccontata, credo che sia inammissibile che possa essere stato un medico a supportare i genitori in questa scelta. Ritengo che siano stati plagiati. Non bisogna mai abbandonare l´insulina. Mai. E voglio ricordare che il nostro centro è accreditato a livello europeo e che fin quando è stata seguita da noi la ragazzina è stata perfettamente bene».
(14 maggio 2008)