Siena,rapina in banca:fermato ex Br
Cristoforo Piancone era in semilibertà
Un ex brigatista è stato arrestato dalla polizia a Siena con l'accusa di essere uno dei due presunti autori di una rapina messa a segno lunedì nella sede centrale del Monte dei Paschi della città del Palio. Cristoforo Piancone era stato ammesso al regime di semilibertà, dopo aver scontato 25 anni di carcere e ogni sera doveva rientrare nel penitenziario di Vercelli. L'uomo partecipò anche all'omicidio del maresciallo Berardi.
Insieme a un complice, l'ex brigatista rosso era riuscito a entrare nell'istituto di credito e a rubare 170 mila euro, ma poi, dopo un lungo inseguimento, è stato arrestato dalla polizia. Il bottino è stato recuperato, ma il complice di Piancone è riuscito a fuggire ed è tuttora ricercato dalle forze dell'ordine. Dopo il fermo, all'ex brigatista gli agenti hanno anche sequestrato quattro pistole, utilizzate per sparare contro le volanti che lo inseguivano durante la fuga. Interrogato, Piancone ha spiegato di aver organizzato la rapina perché aveva bisogno di soldi.
Esponente di spicco della direzione strategica delle Brigate Rosse e condannato all'ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, Piancone aveva ottenuto la semilibertà dal carcere di Vercelli all'inizio del 2004. Il beneficio gli era stato concesso dal tribunale di sorveglianza di Torino. Senza mai essersi pentito nè dissociato, l'ex Br aveva definito la sua militanza "una vicenda storicamente chiusa".
Anni prima era già stato ammesso al lavoro esterno presso una cooperativa cittadina, ma fu trovato all'interno di un supermercato con merce non pagata per 27 mila lire. Colto in flagranza di reato e accusato di rapina impropria, Piancone fu condannato a due anni di reclusione, risarcì la direzione del market che ritirò la costituzione di parte civile e donò un milione al "Fondo assistenza del personale di Ps vittime del dovere". In seguito a questo episodio, attribuito dall'ex brigatista a un momento di grave tensione per le non buone condizioni di salute di un familiare, gli fu sospeso il beneficio.
A distanza di anni Piancone ripresentò però la richiesta per poter lavorare durante il giorno e avvicinarsi a Torino, città dove vivono l'anziana madre e altri familiari. Il beneficio gli venne concesso anche perché la sua condotta penitenziaria fu definita ottima.
Perché era libero?
"Se fosse morto un poliziotto avrei avuto qualche difficoltà a spiegare ai suoi familiari perché un ex brigatista, condannato per concorso in sei omicidi fosse in regime di semilibertà". A parlare è il questore di Siena, Massimo Bontempi, dopo l'arresto di Cristoforo Piancone. "Siamo stati molto fortunati", ha aggiunto Bontempi.